Il 16 Febbraio 2019, sono stati fermati alcuni alunni delle classi 5BL e 5AL dell’ITI LSA CARTESIO, per un’intervista riguardante un viaggio d’istruzione di 2 giorni (6-7 Febbraio 2019) in visita al CERN di Ginevra.

L’acronimo CERN significa “Organizzazione Europea Per La Ricerca Nucleare”. E’ il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle; si trova al confine tra Svizzera e Francia alla periferia Ovest della città di Ginevra.

Il CERN è formato da 22 stati più alcuni osservatori e lo scopo principale è quello di fornire ai ricercatori gli strumenti necessari per la ricerca in fisica delle altre energie.

Questi sono principalmente gli acceleratori di particelle, che portano nuclei atomici e particelle subnucleari ad energie molto elevate, e i rivelatori che permettono di osservare i prodotti delle collisioni tra fasci di queste particelle. In queste collisioni, vengono prodotte tantissime particelle diverse.

I ragazzi non si aspettavano che il CERN fosse così grande e che dietro tutto ciò ci fosse una mole di lavoro eccessiva.

Gli alunni, facendo quest’esperienza, hanno notato che non a tutti è interessata la visita. Gli studenti sono riusciti ad osservare un solo esperimento a causa della grandezza del laboratorio e per l’aggiornamento della centrale avvenuta in quel periodo.

Il lato positivo di questo viaggio d’istruzione è stata l’inerenza del progetto nei confronti delle classi di indirizzo.

Mariam Chedli, Iris Falzetta, Rebecca Romito (3^A)

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Nella mattinata di venerdì 15 marzo 2019 si è realizzata una manifestazione promossa a combattere i cambiamenti climatici, lanciata dalla ragazza Greta Thunberg, attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico.
La manifestazione è iniziata a Piazza Cairoli e conclusa, dopo un lungo giro per le vie milanesi, a Piazza della Scala, spostatasi poi a Piazza Duomo per la quantità enorme dei manifestanti (100 000).
Molti studenti, insegnanti e personale ATA sono scesi in piazza a protestare contro un sistema che mette al primo posto gli interessi economici del proprio Stato trascurando la salubrità e l'integrità del pianeta, ogni giorno vittima di gas di scarico, sostanze inquinanti e tossiche sia per la salute umana che per il surriscaldamento globale stesso.
L'istituto d'istruzione superiore "R. Cartesio", con alcuni alunni e insegnanti, ha contribuito con manifesti di protesta e slogan.
 Affinché le azioni compiute nel presente abbiano riscontro positivo per il futuro.
Salviamo il nostro pianeta, con piccoli ma importanti gesti compiuti da ognuno di noi ogni giorno.

Prof.ssa Caterina D’Agostino

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Nella mattinata del 22 gennaio, la classe 3^A dell'ITIS Cartesio di Cinisello Balsamo, in occasione del prossimo 27 gennaio, si è recata presso il Centro Culturale “Pertini” di Cinisello per assistere alla proiezione di un film-documentario di Giorgio Treves riguardante il periodo fascista e le successive leggi razziali istituite durante il regime di Mussolini negli anni '30 del secolo scorso.

Dopo l'intervento introduttivo a cura di una collaboratrice dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani (A.N.P.I.), la proiezione, durata circa 1 ora e mezza, ha designato e spiegato ai giovani tramite rappresentazioni grafiche, musiche e testimonianze visive, il clima di odio e discriminazione che si respirava in quegli anni, dai giovani che vivevano le medesime situazioni tra i banchi di scuola fino agli adulti ridotti in miseria e disperazione. 

Con vari interventi inseriti all'interno del documentario, di coloro che vissero sulla propria pelle tale esperienza, tra i quali anche quello dell'attuale senatrice della Repubblica italiana Liliana Segre. 

Successivamente ha arricchito la mattinata il lungo e piacevole intervento del professore di PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE presso l'università degli studi di Milano Bicocca R. Mantegazza, ponendo il punto su quale sia realmente il senso di ogni uomo, invogliando gli ascoltatori ad una riflessione fuori dall'ordinario, approfondendo alcuni temi in modo specifico così da darne una chiara e netta definizione su domande da lui stesso poste. Alla fine del suo intervento un lungo e sentito applauso ha chiuso la mattinata in ricordo delle vittime della shoah, affinché non accada mai più.

- Prof.ssa Caterina D’Agostino, in collaborazione con Daniel Antonio Bertoglio (3^A)

CICATRICI “Cicatrici, tutti noi ne abbiamo almeno una e non ha importanza la sua origine, fa sempre male ed è un luogo nel quale ci nascondiamo, celando una bellezza incredibile che difficilmente facciamo parlare ma, quando parla, racconta una storia nostra che si mette a contatto con gli altri”. Queste sono le parole di Martina, una dei tanti volontari del progetto “B.Live Essere, Credere, Vivere”, sviluppato da Fondazione Near Onlus, colmo di attività e laboratori dedicati a giovani affetti da gravi patologie croniche, provenienti da diversi istituti ospedalieri del territorio, per aiutarli ad avere il coraggio di continuare a vivere sperando e costruendo un futuro migliore.

Il simbolo che rappresenta questi giovani e volontari è il bullone, scelto per portare nel mondo il loro messaggio di forza, coesione e coraggio. Simbolo che è anche diventato il nome del loro giornale creato in collaborazione del Corriere della Sera.

E dopo i laboratori, le attività, il giornale, è arrivato il momento di far parlare i propri inciampi della vita, le proprie indecisioni, incubi e paure. Ed è così che nasce “Cicatrici”, una mostra – che la classe 3AL ha visitato nei giorni scorsi presso la Triennale di Milano - che è un mondo diverso, abitato da persone che conoscono la luce presente negli occhi di coloro che sono capaci di vedere oltre, nonostante quel “terrore che trafigge la testa e svuota la mente. Che blocca il respiro, attanaglia lo stomaco. Terrore che squarcia e lascia correre via la speranza. Ansia di soffrire, paura di scomparire”; e abitato da chi affronta in prima persona la malattia o l’ha sconfitta. Una vera e propria mostra d’arte che nasconde un messaggio da far vedere e far capire: bisogna sempre essere se stessi e non mostrarsi mai dietro una maschera, perché la paura e la vergogna non devono vincere su nulla. Ed è per questo che B.Live è composto da persone capaci di raccontarsi per ciò che sono e non per ciò che non dovrebbero essere.

Per creare questa mostra B.Live ha deciso di collaborare con +Lab, l’innovativo laboratorio di stampa 3D del Politecnico di Milano.

Il motto per questa nuova avventura è “se puoi sognarlo, puoi stamparlo”, e consiste nella raffigurazione della propria cicatrice,utilizzando due icone universali della bellezza, la Venere di Milo e il David di Michelangelo. Vengono così creati 41 disegni dove ognuno racconta la sua storia mediante forme, simboli, raffigurazioni, colori e trasformazioni.

Seguono poi due discussioni, la prima con una designer per capire come rendere il proprio progetto una statua 3D e l’altra in un cerchio condiviso dove raccontare la storia della cicatrice per renderla di tutti.

Infine è finalmente arrivato il momento della stampa delle opere, che sono così diventate simbolo della lotta e della realtà di coloro che hanno saputo non mollare mai e affrontare la “frenesia quotidiana, le ansie e i dolori che sono le sbarre che ingabbiano l’uomo moderno. Sono ferite che toccano tutti. Sono le cicatrici di ognuno. Sono la gabbia della mente e il veleno del cuore”. E che hanno trovato questa soluzione: “liberare i pensieri, allontanare le fatiche, aprirsi alle emozioni. Solo così il cuore si gonfia e la mente si alleggerisce”.

 

“…sensazione di vuoto incolmabile…”, “…ci sono sempre però cicatrici più profonde che vengono create dalle parole e dalle persone…”, “…è necessario togliere l’armatura che indossiamo nella quotidianità…”, “…possono accadere avvenimenti che ci distruggono emotivamente come nessun tumore farebbe mai…”, “…era la prima volta che il mio avere una mascherina veniva accettato…”, “…un corpo senza vita, un tutt’uno con il suolo, concimarlo…col tempo…è apparso il germoglio di un nuovo inizio…”, “…eterna lotta tra cappelli e capelli…”.

 

Ed è proprio questo che la mostra racconta: la forza di volontà nel guardarsi dentro e il coraggio di ammettere i propri “buchi”, perché tramite le parole di coloro che hanno aderito a questa esperienza si trasmette la vera forza fatta di fragilità.

Si riscontra un’esperienza interiore comune, che viene rappresentata da ognuno in un modo diverso e soggettivo attraverso spazi vuoti, gabbie, scudi e spade, ma anche fiori, colori, cuori, rinascite e abbracci, perché è proprio tirando fuori i ricordi più brutti che si rivivono anche i momenti migliori della vita.

L’obiettivo di queste piccole, ma grandi, statuette è quello di lasciare ai visitatori uno spunto di riflessione; perché la loro potrebbe essere anche la nostra storia e guardandoci allo specchio dobbiamo avere la forza di reagire perché: “le anime più fortisono quelle temperate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici” (Kahlil Gibran).

- Clarissa Iellici e Ludovica Stoppa (3AL)